Isabella Turso: “Mi definisco una pianista classica ma non la classica pianista. In Italia è molto difficile per una compositrice emergere”

La pianista a Venezia con un concerto per i 50 anni di carriera di Pino Donaggio: "Amerei comporre per i film di Damien Chazelle,  Ferzan Ozpetek e Alice Rorwarcher, ma purtroppo il mondo del cinema rimane fortemente ad appannaggio maschile"

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La Mostra del Cinema di Venezia ha dedicato un tributo speciale alla musica del cantautore e compositore Pino Donaggio con un concerto della pianista e compositrice Isabella Turso. L’evento che ha inaugurato lo Spazio cinematografo dell’Ente dello Spettacolo e della Terrazza Cinematografo by Atlas Concorde, presso l’Hotel Excelsior, ha celebrato il 50° anniversario della straordinaria carriera dell’artista veneziano come compositore di colonne sonore. Il suo primo film, A Venezia… un dicembre rosso shocking (Don’t Look Now) del regista Nicolas Roeg uscì infatti nel 1973. “Il cinema è sempre stata una grande fonte di ispirazione per me. Esibirmi festeggiando due compleanni importanti, come gli 80 della Mostra del Cinema e i 50 del maestro Pino Donaggio, è stato emozionante”, ci ha racconta Isabella Turso subito dopo essersi esibita.

Le musiche, tutte composte dalla pianista, sono il risultato di una faticosa selezione di brani originali per pianoforte che citano e rielaborano alcuni temi tratti dalle canzoni e colonne sonore di Donaggio, tra sensibilità classica e ambientazione jazz e pop. Un concerto in cui hanno trovato spazio anche le opere di altri giganti della musica per il grande schermo, come Ennio Morricone, Nino Rota e Luis Bacalov.

La parte del leone del concerto l’ha avuta la filmografia di Brian De Palma, grande stimatore di Pino Donaggio.  Carry – Lo sguardo di Satana del 1976, il primo racconto di Stephen King adattato per il grande schermo con Sissy Spacek. Home movies – Vizietti familiari del 1979 con Kirk Douglas , Vestito per uccidere del 1980 con Michael Caine e Angie Dickinson ed infine Blow out del 1981 con John Travolta. Non è mancato l’omaggio ad un altro veneziano illustre, Tinto Brass, di cui è stata eseguita la theme song di Monella e Non ci resta che piangere diretto e interpretato da Roberto Benigni e Massimo Troisi, brano che ha emozionato  Pino Donaggio presente in sala a cui è stata dedicata una lunga standing ovation alla fine dell’esibizione della pianista.

“Mi definisco una pianista classica ma non la classica pianista”, dice ancora Isabella Turso. “Mi sono sempre divertita a spaziare e a collegare mondi differenti e svariati generi musicali che si uniscono in un  abbraccio più che in una semplice contaminazioni”, ha aggiunto, spiegando la collaborazione con il dj e producer di musica house Joe T Vannelli con cui ha aperto il concerto sulle note di una rivisitazione in chiave elettro di Skyfall, il pezzo dei titoli di testa dell’omonimo film della serie 007 con Daniel Craig.

“In Italia è molto difficile per una compositrice emergere, non c’è da buttare giù solo muri ma ponti di cemento armato.  La situazione per noi donne è abbastanza difficile”, ha aggiuto Isabella Turso. “Tra registi e compositori purtroppo c’è ancora un sodalizio tra maschi”, ci risponde un po’ amareggia la compositrice. “Spero che la cosa cambi al più presto in Italia. All’estero qualcosina si sta muovendo, infatti sto lavorando molto fuori. Mi auguro che prima o poi potrò dare anche al mio Paese il mio contributo, aldilà dei generi musicali”. “Mi piacerebbe molto lavorare”,  conclude Turso, “con Damien Chazelle,  Ferzan Ozpetek e Alice Rorwarcher”.