La storia dello sci alpino italiano scivola nel docufilm La valanga azzurra di Giovanni Veronesi

Dopo Una squadra, il team dell'opera si appresta a raccontare un altro capitolo dello sport nella penisola, tra gli idoli di una generazione e infauste tragedie

Di THR ROMA

Dopo Una squadra, il team del documentario si appresta a raccontare un altro capitolo della storia dello sport della penisola con La valanga azzurra, incentrato sullo sci alpino italiano, per un racconto affidato alla regia di Giovanni Veronesi, che attraverso l’opera rivela anche alcuni dei suoi trascorsi come aspirante campione sulla neve. Il progetto si concentra sugli anni settanta e mostra l’ascesa di veri e propri idoli di una generazione: Gustav Thoeni, Piero Gros, Paolo De Chiesa, Fausto Radici, Stefano Anzi, Giuliano Besson, Tino Pietrogiovanna, Erwin Stricker, Rolando Thoeni, Helmuth Schmalzl, Franco Bieler, Herbert Plank, Marcello Varallo, insieme al mitico allenatore Mario Cotelli.

La valanga azzurra riporta il passaggio da uno sport di nicchia a un fenomeno di massa, pronto ad incollare alla tv tanti appassionati e contribuendo, con la sua florida economia, ad alimentare un settore eccezionale del made in Italy. Una ricostruzione che, nel raccontare uno sport, inquadra anche i caratteri dell’italianità: la riservatezza contro la guasconeria, l’istinto contro il sacrificio, la commedia contro la tragedia, come il fatale incidente di Leonardo David, nel 1979, che lo terrà per lunghi anni in coma fino alla morte nel 1985.

La valanga azzurra: il commento di Giovanni Veronesi

“Sciare è come scrivere senza punteggiatura, senza virgole né punti, senza vincoli né cancelli – commenta Veronesi – Sciare è toccare la libertà assoluta e curva dopo curva, con le cosce che ti bruciano, essere felici. Io sono uno sciatore mancato, dicono i miei amici. Io invece dico “fallito”. Non ho fatto altro che sciare fino a 14 anni, gara dopo gara, per diventare un campione, e non ce l’ho fatta. Questa è la spinta che mi ha convinto a raccontare la storia della Valanga Azzurra. Quelli sono davvero i miei miti, sono quello che io avrei voluto essere nella vita, sono Me dentro. C’è la neve nei miei ricordi, c’è sempre la neve, e mi diventa bianco il cervello se non la smetto di ricordare.”

La valanga azzurra, la cui lavorazione è tuttora in corso, è prodotto da Domenico Procacci e scritto da Giovanni Veronesi, Sandro Veronesi, Domenico Procacci, Lorenzo Fabiano e Luca Rea. Dimitri Chechi firma la fotografia e Riccardo Giannetti il montaggio. La produzione è Fandango con Luce Cinecittà in collaborazione con Rai Documentari.