Jamie Reid: morto il punk ribelle che creò le copertine per i Sex Pistols

"Un artista iconoclasta, un anarchico, hippie e romantico". Così la John Marchant Gallery ha definito il graphic designer che ha legato indissolubilmente il suo nome a quello della band britannica con una serie di copertine leggendarie

Di THR ROMA

“Un artista iconoclasta, un anarchico, un punk ribelle, hippie e romantico”. La John Marchant Gallery definisce così Jamie Reid, l’artista e graphic designer morto a 76 anni – per cause non ancora accertate – che lascia dietro di sé “l’amata figlia Rowan, la nipote Rose, oltre a un’enorme eredità creativa” di pittore e disegnatore come riporta Deadline.

Anche se a consegnarlo alla storia sarebbe bastato il suo lavoro per i Sex Pistols capace di definire l’estetica punk di una generazione. Reid incontrò il futuro manager dei Sex Pistols, Malclm McLaren, alla Croydon Art School. Quell’amicizia è sbocciata in una collaborazione per le copertine della band, incluso il testo rosa e giallo del leggendario Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols e God Save the Queen.

Il singolo di successo bandito dalla Bbc sul cui artwork campeggiava un ritratto fotografico di Cecil Beaton della regina Elisabetta II deturpato da Reid.

Jamie Reid ha anche contribuito alla cornice vuota rotta di Pretty Vacant e a un fumetto ritoccato per Holidays in the Sun. Il suo poster per il singolo Anarchy in the UK, invece, mostrava una giacca strappata.

Più tardi nella sua carriera, ha collaborato con l’artista Shepard Fairey e ha sostenuto i movimenti Occupy e Pussy Riot.