Festival dei Popoli: un omaggio ad Alice Rohrwacher, tra Corpo celeste e Lazzaro felice

La rassegna Apriti Cinema anticipa la sua presenza alla 64° edizione della manifestazione. Tra i film in programma anche Futura e Le meraviglie

Di THR ROMA

Il cinema del reale come terra di confine tra la pratica documentaria e la messa in scena finzionale. Parte da questa riflessione l’omaggio alla regista Alice Rohrwacher proposto dal festival dei Popoli, il festival internazionale del film documentario, nell’ambito della rassegna Apriti Cinema, l’arena estiva al Piazzale degli Uffizi, in programma dal 5 al 26 luglio (ore 21.45, ingresso libero). In programma quattro appuntamenti: si parte con Corpo celeste del 2011 che sarà introdotto dalla regista, a seguire Le meraviglie del 2014 (12/07), Lazzaro felice del 2018 (19/07) e Futura del 2021 (26/07) il documentario girato insieme a Pietro Marcello e Francesco Munzi.

L’evento si inserisce all’interno del calendario dell’estate fiorentina del comune di Firenze organizzata dall’associazione Quelli dell’Alfieri con la programmazione a cura del cinema La Compagnia – Fondazione Sistema Toscana, con il sostegno e la collaborazione delle Gallerie degli Uffizi.

“Il documentario puro non esiste” ha spiegato il direttore artistico del Festival dei Popoli Alessandro Stellino “esiste piuttosto l’approccio alla realtà, il confronto con essa e la possibilità di restituirne la complessità filmando l’immediatezza della vita colta sul fatto. È quello che tante registe e tanti registi hanno fatto fin dalle origini del cinema, fuori da ogni categorizzazione formale, ed è quello che sta rendendo ancora più appassionante la produzione contemporanea, di cui il nostro festival intende rendere conto. Oltre a questo, stiamo assistendo a uno spostamento sempre più deciso verso la costruzione di finzione da parte di autori e autrici che hanno reso grande il cinema italiano degli anni 2000 partendo dal documentario, da Pietro Marcello a Leonardo di Costanzo, da Alina Marazzi a Alessandro Comodin e Jonas Carpignano. Nel corso del festival, a novembre, indagheremo questo ‘movimento’ insieme a coloro che se ne stanno facendo artefici, e nessuna come  Alice Rohrwacher, in tal senso, ha saputo raccogliere l’imprescindibile lezione umanista di Rossellini che ne è alla base”.

Alice Rohrwacher e i suoi film al Festival dei popoli

Si parte mercoledì 5 luglio alla presenza di Alice Rohrwacher che introdurrà il suo lungometraggio d’esordio, Corpo celeste (2011), un racconto di formazione che intreccia le scoperte della giovinezza con domande sulla fede. Il film racconta della tredicenne Marta, che dopo dieci anni torna a Reggio Calabria, dove è nata. In cerca della sua strada di ragazza, inizia a frequentare il corso di preparazione alla cresima, tra stupore ed estraneità.

Il programma prosegue mercoledì 12 luglio con Le meraviglie (2014), un dramma familiare girato in gran parte in Toscana nelle campagne della provincia di Grosseto, tra i paesi di Sorano, Sovana, San Quirico e la località senese di Bagni San Filippo. Gelsomina e le sue tre sorelle conducono una vita serena in campagna, scandita dal ritmo lento delle stagioni e sotto la guida dal padre apicoltore, deciso a proteggerle da un mondo “che sta per finire”. Ma nel corso dell’estate le regole che tengono insieme la famiglia si allentano con l’arrivo di un giovane ragazzo in rieducazione e della troupe di un concorso televisivo a premi che promette piccole e grandi meraviglie. Nel cast, anche Monica Bellucci.

Il terzo appuntamento, mercoledì 19 luglio, è dedicato a Lazzaro felice (2018). Questo racconto in forma di fiaba segue le vicende di Lazzaro, un contadino che lavora nella tenuta della marchesa Alfonsina De Luna e di suo figlio, Tancredi, ragazzo dalla fervida immaginazione. Tra i due nasce una profonda amicizia, che attraverserà intatta lo scorrere del tempo e le conseguenze dirompenti di un inganno che condurrà il buon Lazzaro verso una città, enorme e vuota, alla ricerca di Tancredi. Con questo film la Rohrwacher è stata premiata per la miglior sceneggiatura a Cannes.

Il 26 luglio chiude la rassegna il documentario Futura (2021) girato insieme a Pietro Marcello e Francesco Munzi, una riflessione corale volta a raccogliere le testimonianze di adolescenti tra i 15 e i 20 anni di tutt’Italia, tra provincia e centro, campagna e città, oltre le etnie e le estrazioni sociali, per raccontarne sogni, desideri e paure. Il ritratto di un paese in movimento, indagine alla stregua del pasoliniano Comizi d’amore capace di farsi specchio dei dolci malesseri di un’intera generazione, allo stesso tempo fragile e coraggiosa.

Tutti i film saranno proiettati in italiano con sottotitoli in inglese.