Tatami: l’Italia è il primo paese a distribuire il film co-diretto da Guy Nattiv e Zar Amir, “insieme per la libertà”

Per la prima volta nella storia collaborano un regista israeliano e una regista iraniana: "Abbiamo unito le forze per raccontare la storia di atlete coraggiose". Presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, arriva nelle sale il 4 aprile, preceduto da 90 anteprime l'8 marzo. Qui in esclusiva un'illustrazione di La Tram

Un tatami e un judogi. Una musica claustrofobica, come lo spogliatoio della palestra dei Campionati mondiali di judo, come un’allenatrice che non vuole farti vincere, come un Paese che non tifa per te. Non c’è scampo, manca l’aria, come quando l’avversario ti sta per strangolare e devi battere due colpi sul tatami per arrenderti. Che non vuol dire smettere di combattere ma tornare a respirare.

Tatami è la storia di Leila, judoka iraniana che gareggia per l’oro e a cui viene ordinato dalla Repubblica islamica di fingere un infortunio e di abbandonare la competizione, affinché non sfidi la rivale israeliana. I due paesi si considerano a vicenda il “Grande Satana”, il male supremo, e in Iran è addirittura vietato pronunciare parole legate a Israele. Ma Tatami è anche il primo film nella storia ad essere co-diretto da un israeliano, Guy Nattiv, e da un’iraniana, Zar Amir. Una collaborazione che entrambi descrivono come “straordinaria” e “il primo passo verso un cambiamento nella percezione dei rapporti tra i due paesi”.

Dopo aver incantato la Mostra del Cinema di Venezia, il film arriva in Italia, che è il primo paese a distribuirlo. Tatami è in sala con BiM Distribuzione dal 4 aprile, preceduto da un’anteprima evento l’8 marzo. Accompagnato da un’illustrazione di La Tram (Margherita Tramutoli) in esclusiva per The Hollywood Reporter Roma.

Tatami

Tatami, il poster di La Tram

Tatami, l’intervista ai registi

Guy Nattiv, famoso per l’Oscar al suo cortometraggio Skin, e Zar Amir, migliore attrice a Cannes 75 per Holy Spider di Ali Abbasi, hanno girato in segreto nella capitale della Georgia, Tblisi, a due ore di distanza da Teheran e da Tel Aviv. “Lo judo è un’arte marziale che ha lo spirito dell’onore, dell’amicizia e soprattutto della resistenza, non sarebbe stato lo stesso film se avessimo scelto un altro sport da combattimento”, hanno detto a THR Roma.

“Abbiamo unito le forze per raccontare la storia di coraggiose atlete iraniane che mettono a repentaglio la propria vita per la libertà. Gli artisti israeliani e iraniani hanno trovato i loro fratelli e le loro sorelle incontrandosi nell’arte e hanno scoperto di essere in realtà molto vicini e di avere tantissime cose in comune, condividendo l’arte”, scrivono nelle note di regia.

“Ci sono voluti cinque minuti per diventare migliori amici e familiari”, ha raccontato Zar Amir. “Mangiamo le stesse cose, ascoltiamo la stessa musica e amiamo lo stesso cinema. Non è affatto come incontrare il nostro peggiore nemico, come ci dicono a scuola da quando siamo piccoli”.

La trama e il cast

Tutti gli attori del film sono iraniani in esilio. Zar Amir interpreta Maryam, l’allenatrice di Leila (Arienne Mandi di The L Word). Nel cast: Jaime Ray Newman, Nadine Marshall, Lir Katz, Ash Goldeh, Valeriu Andriuta, Mehdi Bajestani, Farima Habashizadehasl.

Leila e Maryam, durante i campionati mondiali di judo, ricevono un ultimatum dalla Repubblica Islamica che intima a Leila di fingere un infortunio e perdere la gara, pena l’essere bollata come traditrice dello Stato. Vedendo minacciata la propria libertà e quella della sua famiglia, Leila si trova ad affrontare una scelta impossibile.

L’idea venne a Nattiv qualche anno fa. “Sono rimasto impressionato dalla storia di Sadaf Khadem, la prima pugile iraniana”. Nel 2019, Khadem ha gareggiato in Francia e, rischiando l’arresto per non aver indossato l’hijab, obbligatorio in Iran, non è mai tornata. “Ho iniziato a cercare storie simili e con stupore ne ho trovate molte”. Come quella della campionessa di taekwondo Kimia Alizadeh, che vinse una medaglia di bronzo per l’Iran alle Olimpiadi di Rio 2016 ma nel 2020 scappò in Germania, dopo aver denunciato il governo iraniano, rappresentando poi la squadra olimpica dei rifugiati. O il judoka Saeid Mollaei a cui fu ordinato di rinunciare a un incontro nei campionati del 2019 per evitare di affrontare un avversario israeliano.

L’anteprima evento l’8 marzo

L’8 marzo, in più di 90 cinema italiani al prezzo speciale di 3,50 euro, Tatami verrà proiettato in anteprima con un collegamento del regista Guy Nattiv e della protagonista Arienne Mandi che lo presentano.

I dettagli sulle sale che aderiscono all’iniziativa sono disponibili su www.bimfilm.com.