Biennale College Cinema – Virtual Reality: il futuro inevitabile tra formazione, progetti e vocazione

Dall'entrare nel salotto di un drammaturgo in pensione con Queer Utopia: Act I Cruising agli insegnamenti di un boa mitologico in Origen: come e perché nasce la costola VR del college sull'isola di San Servolo

Guardare al futuro dell’audiovisivo è necessario. Il che significa non poter più ignorare le realtà virtuali. Lo ha capito Biennale College Cinema, che fin dall’inizio della sua storia, nel 2012, è sempre riuscita a guardare al futuro cercando metodi creativi e originali nell’espressione della produzione cinematografica, offrendo workshop con tutor di alto livello e finanziando i progetti selezionati di giovani filmmaker con 200 mila euro per opere a micro-budget.

Per questo Biennale College Cinema – Virtual Reality si avvia verso la sua ottava edizione, con bandi italiani e internazionali che segnano una collaborazione inevitabile, fornendo ai professionisti le competenze per affrontare un formato coinvolgente e interattivo, che “immerge” a 360 gradi.

“Siamo noi ad averli chiamati”, racconta Savina Neirotti, head of programme di Biennale College Cinema. “Al momento Michel Rayak, insieme a Liz Rosenthal è il curatore di Venice Immersive. Ma prima del festival, è nato il college VR. Il motivo è semplice: l’interesse esponenziale verso le realtà immersive. Rayak era la persona giusta, già sette/otto anni prima aveva mostrato una grande curiosità verso la crossmedialità e poi, in una trasformazione prevedibile, ha virato sul VR. Dopo esserci confrontati, siamo andati da Alberto Barbera e dall’allora presidente Paolo Baratta per far sì che un’istituzione come la Biennale avesse una propria sezione dedicata. Dal college, quindi, è nato un intero nuovo mondo: Venice Immersive”.

Un passo importante partito dal college, passato poi per la presentazione dei progetti VR al mercato della Venice Production Bridge, fino ad arrivare alla prima mossa ufficiale per istituire un festival all’interno di un contesto cinematografico. “Si è sempre trattato di condividere”, prosegue Neirotti “Tutte le sinergie hanno fatto in modo che la casa di San Servolo, degli studenti del college, diventasse anche la stessa dei progetti VR”.

E ci sono altri alunni che verranno presto accolti, con la diramazione del Centro Sperimentale di Cinematografia dedicata alle realtà immersive, sulla stessa isola che, un tempo, era un manicomio. San Servolo diventerà anche il ramo degli studi sul VR del CSC. Ma qual è il segreto di quest’isola, fucina di tante innovazioni? “È la vocazione”, spiega Sara Neirotti “Prima dell’arrivo di Biennale College a San Servolo c’era la Venice International University, VU. Ma l’idea che quest’isola diventasse un centro metropolitano dedicato alla formazione è un’idea che nasce, cresce e si sviluppa da lontano”.

Bandi, formazione e festival

Nel 2023 sono ventotto i progetti in concorso a Venice Immersive, dall’esperienza natalizia di 60 minuti insieme ai famosi personaggi di Wallace & Gromit ai racconti mistici di due sorelle indigene mazateche in Floating with the Spirits, fino all’avventura a cavallo negli spazi desertici di Horse Canyon. Al suo fianco c’è la sezione Biennale College Cinema VR, fuori concorso, che presenta sei opere che vanno dal soggiorno di un drammaturgo in pensione con Queer Utopia: Act I Cruising agli insegnamenti di un boa mitologico nella foresta pluviale amazzonica di Origen.

“Quest’anno abbiamo ricevuto quasi il 50% di lavori in più rispetto all’anno scorso. La competizione sta diventando più alta, come anche la qualità e il genio creativo”, affermano i curatori di Venice Immersive, Michel Reilhac e Liz Rosenthal, soffermandosi su un’altra particolarità del loro concorso, ovvero la giuria composta dai vincitori degli anni passati “Sono tre anni che i giurati sono i vincitori degli anni precedenti. È una cosa che non si fa da nessun altra parte. Ci sono pochissime persone che, al momento, parlano o recensiscono i lavori VR, perciò è importante che a giudicarli siano persone in grado di capire e riconoscere le specificità e le competenze di questo tipo di opere”.

A marzo è stato annunciato il bando Italia per la selezione di sei progetti in realtà virtuale, mentre durante Venezia80 (dal 30 agosto al 9 settembre) verrà lanciato il bando International per la selezione di dieci progetti. I partecipanti scelti avranno la possibilità di accedere ad un programma focalizzato sulla formazione, lo sviluppo di un progetto e il supporto nella produzione, giungendo alla presentazione finale all’interno della Mostra del Cinema.

Biennale College Cinema – Virtual Reality si avvale di un importante finanziamento dal Programma MEDIA – Europa Creativa della Commissione Europa – Direzione Generale Connect. Le attività formative verranno sostenute dal contributo MEDIA. Tale contributo si aggiunge al sostegno che il Programma MEDIA ha dato allo sviluppo del Venice Production Bridge. Qui per vedere il programma completo di Venice Immersive, con le opere di Biennale College Cinema – Virtual Reality: https://www.labiennale.org/it/cinema/2023/venice-immersive.