Caso Cortellesi, scontro tra Franceschini e Sangiuliano sui fondi: “Interferire nelle decisioni di una commissione è reato”

Fa discutere il no ai soldi selettivi pubblici di C'è ancora domani. L'ex titolare del dicastero della cultura al successore: "Il compito di un ministro è tutelare l'autonomia della commissione tecnica e rispettarne le decisioni, incluse quelle non condivise". La replica: "Non accetto lezioni da nessuno"

Di THR ROMA

C’è ancora domani di Paola Cortellesi, esordio alla regia dell’attrice con un film ‘femminista’ arrivato al cuore del pubblico, come dimostrano gli oltre 21 milioni di euro superati ieri al botteghino grazie ad
uno spontaneo tam tam, non ha avuto accesso ai ‘contributi selettivi’ che fanno parte dei finanziamenti pubblici al cinema. Il film sbancaincassi è stato bocciato dalla quarta sottocommissione di esperti, che gli ha preferito altri tre titoli, sempre con budget superiore ai 4 milioni di euro: Rapito di Marco Bellocchio, Comandante di Edoardo De Angelis e l’ancora inedito Confidenze di Daniele Luchetti. La polemica sull’esclusione è diventata subito politica e tra l’attuale Gennaro ministro Sangiuliano e l’ex ministro Dario Franceschini – sotto la cui amministrazione sono stati nominati i 15 esperti dalle quattro sottocommissioni che valutano le opere proposte dai produttori per l’accesso ai fondi – sono volate parole non certo diplomatiche.

Sangiuliano ha tenuto a ribadire questa mattina che la commissione era stata nominata dal precedente ministro, Franceschini ha replicato che “il compito di un ministro è solo tutelare l’autonomia della commissione tecnica e rispettarne le decisioni, incluse quelle, come in questo caso, non condivise. Un ministro che interferisce nelle decisioni di una commissione che eroga finanziamenti con valutazioni personali o politiche commette un reato. Forse è bene ricordarlo”.

Sangiuliano ha usato la metafora calcistica “butta la palla in tribuna” e poi è scattato, “conosco bene norme e regolamenti, su questo non accetto lezioni da nessuno. Se c’è qualcuno a cui deve indirizzare i suoi preziosi suggerimenti su ciò che è lecito e ciò che non lo è, su ciò che può fare un ministro e ciò che non può fare, non è il sottoscritto ma chi ha tentato di addebitare a me e al governo Meloni la decisione del mancato finanziamento pubblico dello splendido film di Paola Cortellesi”.Da Gasparri di Forza Italia e da Fratelli d’Italia è arrivato l’appoggio a Sangiuliano.

Dalla stessa Paola Cortellesi, dai produttori di Wildside (gruppo Fremantle) e da Vision che è  anche distributrice nessun commento alla vicenda, mentre tra produttori e operatori del settore, anche sui social, si è
infervorata la polemica che ha evidenziato i meccanismi economici complessi.

(Ansa)