Sandra Bullock al centro della bufera: “Restituisca l’Oscar per The Blind Side”

L'interprete ha perso il partner Bryan Randall il 5 agosto ed ora è finita al centro del caos mediatico dopo che il giocatore Michael Oher ha accusato la famiglia Tuhoy di aver approfittato di lui

Di THR ROMA

Doppio dramma per Sandra Bullock: l’attrice vincitrice di un premio Oscar nel 2010 per The Blind Side ha perso il partner Bryan Randall di recente e ora, come se non bastasse, è anche finita nel mezzo di una bufera dopo che Michael Oher, l’ex giocatore a cui si ispirò la pellicola che le fece vincere la statuetta, ha accusato il film di esser frutto di una clamorosa bugia.

Molti tifosi hanno addirittura chiesto alla diva di restituire la statuetta conquistata nel 2010 grazie alla parte di Leigh Anne Tuhoy, che assieme al marito accolse in casa Oher quando era ancora un ragazzo senzatetto.

Proprio ieri, 15 agosto, l’ex giocatore ha portato in tribunale la faccenda familiare su cui il film è basato, affermando di non essere mai stato adottato, ma indotto invece a firmare carte per vedersi strappata l’autorità legale e l’uso del suo nome, così da far arricchire i coniugi Tuhoy a sue spese.

Le polemiche sul film The Blind Side

“Michael Oher ha scoperto la bugia nel febbraio 2023, quando ha appreso che gli atti di custodia che aveva firmato e che credeva lo avrebbero reso un componente della famiglia Tuohy, in realtà non gli offrivano alcuna relazione familiare”, si legge nei documenti depositati dall’ex giocatore di football in tribunale.

“Bullock adesso dovrebbe restituire l’Oscar”, ha dichiarato il cronista sportivo Brandon Walker sul suo profilo X, mentre altri fan della star sono accorsi in sua difesa. The Blind Side fu adattato dall’omonimo libro del 2006 del giornalista Michael Lewis. La biografia racconta la parabola di Oher, uno dei tredici figli di una madre tossicodipendente e della sua ascesa nel football dopo esser entrato nella casa dei Tuhoy.

Questi ultimi, a loro volta, hanno negato le accuse, affermando di essere “devastati” dalle parole del figlio, che li ha portati in tribunale: “È sconvolgente anche solo pensare che avremmo potuto speculare sui nostri figli”, hanno detto, affermando di non aver guadagnato nulla dal film se non la metà di quanto fu pagato Lewis. “Inoltre, quella somma fu distribuita in parti eguali tra tutti i membri della famiglia” hanno dichiarato.

(ANSA)