Giovanni Veronesi a Linea d’Ombra 2023: “Pilar Fogliati è la nuova Paola Cortellesi. Lo scoprirete nel mio Romeo è Giulietta”

Il regista parla del suo nuovo film, in sala a San Valentino, ricorda Francesco Nuti e svela come sia riuscito a convincere grandi star internazionali a lavorare con lui, da Bowie a De Niro passando per Depardieu. "Non si deve aver paura di raccontare le storie da altri punti di vista. Shakespeare il suo capolavoro nel 2023 lo avrebbe scritto diversamente"

Di THR ROMA

Seconda giornata di Linea d’Ombra Festival 2023 e secondo RING. Dopo quello con i fratelli D’Innocenzo è la volta di Giovanni Veronesi, che si è concesso con generosità al pubblico di Salerno tra ricordi, aneddoti e anche progetti futuri, a partire dal suo prossimo film, finito da poco di girare e che sarà in sala a San Valentino. “Si chiama Romeo è Giulietta, la nostra lingua è l’unica che con un accento può cambiare il senso di un’intera storia. È un film molto divertente e scorretto, perché un artista non deve modificarsi a seconda del contesto in cui vive”.

Romeo è Giulietta, a Linea d’Ombra Giovanni Veronesi parla del suo prossimo film

Il regista è entusiasta della sua ultima opera, prevista in uscita, sembra, per San Valentino 2024. “Questo è un film sull’identità di genere, la storia di una donna che si vede costretta a farsi passare per un uomo, vivendo sulla sua pelle le contraddizioni dell’essere un uomo nel contesto contemporaneo. Mi piaceva l’idea di andare controtendenza, e magari oggi Shakespeare oggi quella storia l’avrebbe raccontata in modo diverso”.

Protagonista del film è Pilar Fogliati, che interpreta un’attrice che, scartata per il ruolo di Giulietta, decide di farsi passare per un uomo per ambire al ruolo di Romeo. “Pilar è fantastica, è l’attrice del futuro, io ho scritto e prodotto il suo film d’esordio da regista, Romantiche. Dietro Paola Cortellesi c’è lei come attrice comica e romantica italiana. In questo film fa l’uomo e la donna, c’è gente che è venuta sul set, si è seduta a fianco a lei e non l’ha riconosciuta. Ha la capacità di trasformarsi completamente”.

Giovanni Veronesi, nella chiacchierata a Linea d’Ombra 2023, ha ricordato anche i grandi successi come Per amore solo, per amore, la trilogia di Manuale d’amore, Che ne sarà di noi, ma anche di progetti sperimentali come Silenzio si nasce, Streghe verso nord e Il mio west, per cui convinse addirittura David Bowie a recitare nel film, “una persona antipaticissima, pensa alla persona più antipatica che conosci e moltiplica l’antipatia”.

Il cineasta toscano  ha lavorato anche con Emmanuelle Seigner, Gerard Depardieu, Robert De Niro, e il segreto sta nella sua abilità nello scrivere lettere molto convincenti. “All’epoca si usava il fax e io scrivevo dei fax bellissimi, ero un grande faxista, ma di sinistra”.

Giovanni Veronesi, regista di Romeo è Giulietta, nelle sale italiane da San Valentino 2024

Giovanni Veronesi, regista di Romeo è Giulietta, nelle sale italiane da San Valentino 2024

L’amicizia con Francesco Nuti

Veronesi ha anche ricordato la sua amicizia con Francesco Nuti, mancato lo scorso 12 giugno dopo una lunga serie di disgrazie. “Pulivo la bava a Francesco quando lo andavo a trovare, stando lì con lui cercavo di soffrire il meno possibile perché così normalizzavo quella situazione. Una volta ci portai Ferzan Ozpetek, che era stato aiuto regista di entrambi, gli si mozzarono le gambe, cascò in ginocchio e si mise a piangere. Da quel giorno non ho più portato nessuno a trovare Francesco”.

Si commuove, l’ironia e i tempi di commedia lasciano spazio agli occhi lucidi e a una voce impercettibilmente rotta dalla commozione. “Ci sono due modi per affrontare il dolore, uno è rinchiudersi, l’altro è il mio, perché volevo abituarmi, e nonostante ciò quando è morto, dopo 17 anni di quella vita così difficile, di sorrisi sbagliati e lacrime improvvise, ho preso una botta fortissima. Andare a trovare qualcuno che non ti parla pensi possa far soffrire di meno, ma non è così, invece il dolore della morte va oltre”.

Giovanni Veronesi ha lavorato con grandi produttori italiani come Aurelio De Laurentiis, “l’unico che è riuscito a fregarlo, con Silenzio si nasce, sono stato io, ci ho messo un bel po’ per lavorare di nuovo con lui dopo quel film che non ha visto nessuno”. E Vittorio Cecchi Gori, “un uomo che è come un cartone animato”.

La conversazione completa con Giovanni Veronesi a Linea d’Ombra 2023 (Video)

Tanti aneddoti, come quello esilarante sui “120 vinili firmati sul set de Il mio west che la gente pensava avesse autografato Bowie, che non ne voleva sapere” ai suoi sei mesi di docenza nel corso di sceneggiatura al Centro Sperimentale, dove “feci vedere ai ragazzi un film italiano dove tutto era sbagliato, perché si impara più dai film brutti che da Orson Welles. Naturalmente non svelerò mai quale fosse il film”, fino al suo rapporto con gli attori, “con cui faccio fatica ad avere un legame fuori dal set, sono animali a cui permetti di andare in giro indisturbati in città, come il leone di Ladispoli, io sono uno di quelli che dovrebbe anestetizzarli, ma come fai ad anestetizzare uno come Ceccherini?”.

Tutti gli altri “segreti” dell’incontro del 12 febbraio 2023 nella Sala Pasolini li trovate qui, nel video integrale.