Federico Ielapi: “L’esperienza sul set americano di Cabrini mi ha insegnato tanto. Ma quando mi ricapita di interpretare un brigante?”

Quattordici anni ancora da compiere e molti titoli in uscita in questi mesi, non solo in Italia. Oltre all'epopea religiosa degli Angel Studios sulla prima santa americana, il giovane attore torna nel sud Italia ottocentesco per Netflix e nell'Antica Roma con Anthony Hopkins

Squillante, entusiasta e vivace, è la voce di Federico Ielapi all’altro capo del telefono, da poco rientrato da New York per la première del film Cabrini. Quattordici anni ancora da compiere e già numerose esperienze su set internazionali e di altissimo livello, tra cui quella indimenticabile del Pinocchio di Matteo Garrone, in cui interpreta proprio il burattino che desiderava diventare un bambino vero.

Negli Stati Uniti, prima della grande presentazione newyorchese Ielapi ha trascorso ben tre mesi. “Un’esperienza bellissima, in cui ho incontrato anche persone che oggi considero amiche e che sento tutti i giorni, anche adesso”, è così che descrive il set del film di Alejandro Monteverde, regista conosciuto per l’inaspettato successo di Sound of Freedom – Il canto della libertà.

Nessuna difficoltà nemmeno con la lingua straniera, su un set a chilometri da casa: “Già in Pinocchio avevo fatto da solo il doppiaggio in inglese, parlavo bene la lingua ma mi aiutavano a imparare anche i truccatori, con cui passavo molto tempo. (Il trucco di Pinocchio ha ricevuto la candidatura agli Oscar del 2021, ndr).

Cabrini, il ritorno di Monteverde e degli Angel Studios

Sulla sua partecipazione al film di Monteverde dedicato alla prima santa statunitense, Madre Cabrini, di origine italiana, Ielapi afferma essere contento di aver potuto guardare la storia con gli occhi di un italiano. “Nel film interpreto un personaggio che si chiama Paolo e nei suoi panni ho potuto immaginare com’era New York, soprattutto per un immigrato italiano. Mi sono sentito sempre nel vivo del racconto, in ogni minuto”.

Un'immagine dal trailer di Cabrini

Un’immagine dal trailer di Cabrini. Courtesy of Angel Studios

L’epopea religiosa di Cabrini, fortemente voluta dagli Angel Studios come nuova collaborazione con Monteverde, è uscito nelle sale statunitensi l’8 marzo, oltrepassando i 16 milioni di dollari di incasso nelle prime due settimane. Gli Studios rappresentano una vera anomalia nell’industria statunitense, rivolgendosi anche attraverso i film che producono e distribuiscono, a un pubblico molto conservatore, tendenzialmente repubblicano e spesso trumpiano. L’ipotesi che sul set la loro presenza potesse farsi ingombrante non sarebbe stata del tutto fuori luogo, ma viene smentita con decisione da Federico Ielapi: “Abbiamo avuto molto spazio, molta libertà e nessuna indicazione particolare da parte della produzione. Tutto sereno”.

Dagli Angel Studios a Netflix

Mentre ancora non è stata annunciata la data di uscita di Cabrini in Italia, Ielapi dal 23 aprile sarà nel cast di una nuova serie tutta italiana, realizzata per Netflix dal collettivo *grams, Briganti.

 

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“Quando ti ricapita di poter interpretare un piccolo brigante?”, afferma a proposito dell’esperienza sul set. “È stato tutto divertente, non solo ricreare quel pezzo di storia ma anche trovare un mio diverso accento. Io, romano, ho imparato il lucano, per esempio”. Ma cosa sa un ragazzo romano, classe 2010, dei briganti ottocenteschi del Sud Italia? “Sapevo poco, in effetti, ma per la serie ho fatto delle ricerche, ho visto come vivevano, nascosti nella natura, ho cercato di immedesimarmi in quella vita così diversa, senza tutta la tecnologia di oggi”. “È stata anche una sfida fisica”, prosegue. “Ho ripreso ad andare a cavallo, mi sono arrampicato sugli alberi e usato le corde. C’è stato un vero allenamento, ma quello che mi resta più di ogni altra cosa, di questo set, è l’energia, l’adrenalina che veniva anche da una regia molto giovane, che mi ha fatto sentire a mio agio”.

Un grande progetto con Sir Anthony Hopkins

Non è per niente intimidito, Ielapi, nonostante l’età. Parla con sicurezza, come se avesse vissuto tante vite e al tempo stesso con la gioia della scoperta di chi sta ancora esplorando un mondo intero. In parte, afferma, questa sicurezza viene anche da Matteo Garrone: “Pinocchio mi ha molto formato. Matteo come regista ha lasciato su di me un’impronta importante, mi ha insegnato il valore della spontaneità. Mi ha insegnato, se così si può dire, a improvvisare, a essere me stesso e fare mio il copione, in modo da risultare sempre più naturale possibile”.

Con questo grande insegnamento sempre in mente Federico Ielapi, quindi, non solo si appresta a fare il suo debutto su Netflix, ma presto sarà accanto a uno dei più grandi attori del cinema mondiale, Anthony Hopkins, nella serie Those About to Die, ambientata nell’Antica Roma, ma su cui ancora preferisce non sbilanciarsi troppo: “Posso solo dire che avrà un cast enorme. Davvero enorme, è una produzione gigantesca”.

Per tutto il resto, ci sarà tempo, afferma: “Non voglio pianificare niente, voglio accogliere qualsiasi cosa belle e vedere cosa mi metterà sul piatto il futuro”.