Scontri in Francia per l’omicidio di Nahel. Per Macron i disordini sono colpa di social e videogiochi

Il presidente francese punta il dito sui nuovi media come concausa dei disordini che stanno infiammando il Paese dopo l'uccisione di un diciassettenne a Nanterre da parte di un poliziotto

Emmanuel Macron sembra avere le idee molto chiare sugli scontri che stanno infiammando la Francia. “Piattaforme online e social network hanno giocato un ruolo nei disordini degli ultimi giorni”, ha affermato il presidente francese. E continua: ““Tra i più giovani porta a una forma di fuga dalla realtà. A volte abbiamo la sensazione che i giovani vivano per strada giocando ai videogiochi che li hanno intossicati”.

Non è la prima volta che i nuovi media sono indicati come responsabili di comportamenti violenti, pur senza alcuna base scientifica a supporto dell’affermazione. Altre volte sono indicati come una “droga” in grado di causare dipendenza, come qualcosa di “tossico”. Nell’aprile del 2022 aveva scatenato controversie l’affermazione dell’ex senatore di Forza Italia Andrea Cangini, che aveva paragonato gli effetti degli smartphone, dei social network e dei videogiochi a quelli della cocaina. Cangini aveva fatto tali affermazioni durante la promozione del suo libro, Coca Web, con la successiva risposta da parte di psicologi e lavoratori del settore in una lettera aperta.

L’omicidio di Nahel

Da sei notti la Francia è protagonista di violenti scontri scatenati dall’omicidio del giovane 17enne Nahel. L’assassinio è avvenuto a Nanterre martedì 27 giugno. A perpetrarlo è stato un poliziotto, che ha ucciso il giovane con un colpo di pistola mentre l’adolescente stava ripartendo in auto dopo un fermo della polizia. L’agente è ora sotto inchiesta per omicidio colposo, ma l’accaduto ha scatenato violenti scontri che continuano da quasi una settimana.

“Giustizia per Nahel”, si legge su una vetrina di un negozio di souvenir a Marsiglia, mentre continuano le insurrezioni in tutto il Paese. Sesta notte più tranquilla rispetto alle precedenti. Secondo il rapporto del Ministero dell’Interno, nella giornata di ieri il bilancio era di 719 persone arrestate in tutto il paese, 45 poliziotti e gendarmi feriti, 577 veicoli e 74 edifici sono stati dati alle fiamme. Ieri sera invece 49 fermi, stando a quanto condiviso dalla tv francese Bfmtv.

Sabato 1 luglio, durante una riunione dell’unità di crisi tenutasi a Parigi, il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha affermato che “abbiamo visto su molti social network (Snapchat, Tik Tok e molti altri) l’organizzazione di raduni violenti, ma anche una forma di mimetismo della violenza”.