Cent’anni dopo Franz Kafka è ovunque e da nessuna parte: ed ecco perché è un gigante del cinema (vedere alla voce labirinto)

Dal Processo espressionista di Orson Welles alla commovente Intervista di Federico Fellini, passando dalla trasognata simil-Praga di Woody Allen e persino dalla Marvel di Loki: un viaggio tra le ispirazioni, le suggestioni, le visioni dell'immenso scrittore praghese, morto il 3 giugno 1924. Che persino come personaggio di un altro libro, di Philip Roth, ha una potenza degna di un grande film

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Orson Welles, il trionfo (senza tempo) di Quarto potere e quegli infiniti rapporti confidenziali dell’Fbi: “Passa le notti con un’artista di striptease. Ed è un comunista”

Il ritorno al cinema di Citizen Kane, capolavoro del 1941, è stato un vero caso. Che non solo illumina la forza che i grandi classici hanno tornato ad esercitare sugli spettatori, ma ci riporta al prezzo altissimo che l'immenso regista dovette pagare a causa del suo affronto al potere. A cominciare dai dossier che gli agenti di Hoover accumulavano su di lui. THR Roma li ha visti

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Cat People, la società di distribuzione che ridà vita ai classici “per chi non li ha mai visti prima”. Facendo (qualche volta) giustizia della censura

Da Profondo rosso a Suspiria, passando per L'odore della notte e La grande abbuffata ("il più horror di tutti"): "Fino a pochi anni fa vedere certi film fuori dalle cineteche era impossibile. Fa strano, oggi, pensare che una pellicola di 50 anni fa sia su 100 schemi. È un momento davvero unico per questo tipo di cinema", raccontano i fondatori a THR Roma. E ci anticipano: "Il prossimo sarà L'odio di Kassovitz"

Breakfast Club: perché un film indie pop senza (troppe) pretese divenne simbolo di una generazione

Perché uno dei capolavori di John Hughes ancora oggi è un cult che ha aperto un genere che forse non si è mai chiuso? Proviamo a rispondere a una domanda a cui neanche il maestro saprebbe rispondere. E celebrando il quarantennale della data in cui quel racconto geniale e inquieto, malinconico e sensuale è ambientato

Stanley Kubrick è ovunque. Nel cinema e nella nostra coscienza. E ogni suo film è una cattedrale (ma anche una rivoluzione)

Il ghigno di Jack Nicholson in Shining, l'occhio di Hal 9000 in 2001 Odissea nello spazio, l'ultraviolenza di Arancia Meccanica, i "quadri" di Barry Lyndon, la cavalcata sulla bomba atomica di Dottor Stranamore. A venticinque anni dalla morte, le pellicole del più grande di tutti hanno pervaso ogni angolo dell'immaginario collettivo, dalle visioni ai temi, dall'idiozia della guerra all'intelligenza artificiale. Fenomenologia di un "cineasta totale"

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