Oscar 2024: trionfa Oppenheimer, niente da fare per Io capitano, delusione per Anatomia di una caduta. Tutti i vincitori

La 96ª edizione degli Academy Awards incorona il film di Christopher Nolan, che ottiene 7 statuette su 13 candidature. Emma Stone batte Lily Gladstone all'ultima curva, Cillian Murphy miglior attore. La zona di interesse prevale nella cinquina delle pellicole internazionali

Entra sulle note di Dance the Night Away di Barbie, Jimmy Kimmel e ironizza già sulle mancate nomination di Margot Robbie e Greta Gerwig agli Oscar 2024, dedicando un tenero tributo alla regista. Si prospetta una lunga notte che inizia già con qualche minuto di ritardo.

È la quarta volta alla guida della serata per Kimmel, la seconda consecutiva, e il comico sembra a suo agio anche quando il pubblico non reagisce con calore ad alcune delle sue battute più pungenti. Quella su Gérard Depardieu sicuramente. Di seguito la diretta della cerimonia.

Le conferme di Oppenheimer e l’emozione di Emma Stone

Nessuna sorpresa sul trionfo di Oppenheimer. Conquista il miglior film e non solo. Dà a Christopher Nolan e Cillian Murphy i primi Oscar della loro carriera, rispettivamente per la regia e il miglior attore protagonista.

L’emozione arriva invece con Emma Stone, perché Bella Baxter alla fine ce l’ha fatta. Nei pronostici era in leggero svantaggio su Lily Gladstone, protagonista di Killers of the Flower Moon. Pietrificata all’annuncio del suo nome, arriva sul palco con il vestito rotto, ma non importa nemmeno a lei. Si sarà strappato durante l’esibizione di Ryan Gosling, dice. Le parole quasi le si strozzano in gola mentre accetta il secondo Oscar della sua carriera. Dalle lacrime è chiaro che questa volta davvero non se lo aspettava, anche se ci sperava.

La voce di Bocelli, padre e figlio, per il momento più toccante

Matthew Perry, Carl Weathers, William Friedkin, Tina Turner, Michael Gambon e tanti altri. Scorrono i volti più cari del cinema, della musica e dello spettacolo scomparsi nell’ultimo anno. Ad accompagnarli è Con te partirò, celebre brano di Andrea Bocelli che l’artista canta insieme al figlio Matteo.

È sempre uno dei momenti più toccanti, quello dell’In memoriam, un minuto o poco più di raccoglimento che abbassa la tensione prima dei quattro premi più importanti della serata.

Un’esplosione di Ken-energy

Non ci sono più parole per descrivere Ryan Gosling. Quando si pensa di averne avuto abbastanza della sua I’m just Ken, ecco che la trasforma in qualcosa di nuovo e irresistibile, come già fatto lo scorso dicembre con le tre versioni natalizie. Con il suo scintillante abito rosa, occhiali da sole scuri e un cappello nero da cowboy, inizia la sua performance in platea, dietro la sua co-star Margot Robbie, per poi divorare l’intero palco grazie al supporto di oltre 60 ballerini. Non passano inosservati gli altri Ken del film, che lo raggiungono per l’occasione, da Ncuti Gatwa a Kingsley Ben-Adir.

E poco importa se subito dopo l’Oscar va a Finneas e Bille Eilish. Quello a cui si assiste sul palco è storia degli Oscar, compreso il cameo di Slash e della sua immortale chitarra elettrica.

Un Premio Pulitzer agli Oscar

“Questo è il primo Oscar nella storia dell’Ucraina, ma vorrei non aver mai fatto questo film. Non posso però cambiare quello che è successo”, è quello che afferma il regista Mstyslav Chernov, stringendo la statuetta appena vinta. Si riferisce chiaramente all’invasione russa del suo paese, che lui ha raccontato dal fronte, fin dal primo giorno, insieme Evgeniy Maloletka, Vasilisa Stepanenko e Lori Hinnan. Con le stesse immagini, nel 2023, la stessa squadra ha vinto anche il premio Pulitzer.

“Il cinema crea la memoria. La memoria crea la storia”, afferma Chernov. E con l’inno dell’Ucraina libera, Slava Ukraïni!, lascia il palco.

Sfuma il sogno italiano

Io capitano non ce la fa. Il dramma di Jonathan Glazer, La zona di interesse, è semplicemente troppo potente rispetto al resto della cinquina del miglior film internazionale. Già vincitore del Grand Prix a Cannes 2023, è arrivato nelle sale italiane soltanto a fine febbraio, attirando oltre 200 mila persone al cinema già nel primo weekend. Un risultato straordinario, considerato anche il tema che affronta, l’Olocausto dal punto di vista del carnefice.

Nel suo discorso, Glazer fa un sottile, breve ma chiaro rifermento, il primo e forse ultimo della serata, anche al Medio Oriente e all’indifferenza  e alla “deumanizzazione” con cui oggi vengono raccontate dai media decine di migliaia di morti a Gaza e in Israele.

Tripletta per Povere creature!

Miglior trucco e acconciature, miglior scenografia e migliori costumi: la tripletta messa in fila da Povere creature! è la conferma di un livello tecnico e artistico altissimo per il film di Lanthimos, rimasto spesso all’ombra di Oppenheimer in questa stagione cinematografica. A introdurre la categoria dei migliori costumi, una speciale gag fra John Cena e Jimmy Kimmel.

Per celebrare l’anniversario dello strano incidente avvenuto agli Oscar del 1974, quando Robert Opel, un attivista che fece irruzione sul palco, dietro a un ignaro David Niven, John Cena si è infatti presentato senza vestiti. Coperto soltanto dalla busta con il nome del vincitore.

La “supplica” e la gioia di Cord Jefferson

Nessuna sorpresa, in realtà, per la vittoria di Justin Triet e Arthur Harari, solo una giusta dose di soddisfazione per la sceneggiatura solidissima di Anatomia di una caduta. Il vero colpo lo mette a segno Cord Jefferson, premiato per lo script di American Fiction, adattato dal romanzo Cancellazione (Erasure) di Percival Everett. Toccante e rapidissimo è il suo discorso, pronunciato quasi senza prendere fiato. Fa una “supplica” all’industria hollywoodiana, chiede di usare gli stessi 200 milioni di solito stanziati per i blockbuster per finanziare cinque, dieci film “più piccoli” come  American Fiction.

Senza pausa, sul palco arrivano Finneas e Billie Eilish con un’emozionante e intima esibizione sulle note di What Was I Made For? da Barbie, che fa ammutolire la platea. La standing ovation è d’obbligo.

Miyazaki, il vincitore assente

Il maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki, già premio Oscar nel 2003 per La città incantata e vincitore di un Oscar onorario nel 2015, vince la statuetta per Il ragazzo e l’airone, ma sceglie di non prendere parte alla cerimonia. L’Oscar lo porta via con sé il presentatore, Chris Hemsworth.

Restando nell’animazione, il cortometraggio War is over perde l’occasione per fare realmente un appello pacifista dal palco del Dolby Theatre. Sean Ono Lennon, tuttavia, non si lascia sfuggire la possibilità di fare gli auguri alla celebre madre per la festa (inglese) della mamma. Molto più schierata invece la platea. Sono in tanti a indossare spille a favore del cessate il fuoco in Palestina, fra cui anche Swann Arlaud di Anatomia di una caduta.

Le lacrime di gioia di Da’Vine

Nel suo monologo iniziale, Kimmel ricorda il lungo periodo degli scioperi hollywoodiani, portando sul palco alcune maestranze che ricevono la prima standing ovation della serata. Subito dopo, la cerimonia entra nel vivo con il primo premio che, come da tradizione, è ancora la miglior attrice non protagonista. Un’importante novità è l’assenza dei video introduttivi. Le cinque candidate sono presentate da altrettante vincitrici delle passate edizioni, tra cui Rita Moreno.

È Jamie Lee Curtis ad annunciare il nome di Da’Vine Joy Randolph che, emozionatissima, si lascia accompagnare sul palco dalla co-star Paul Giamatti.

 

Oscar 2024, tutti i vincitori

 

Miglior film

American Fiction

Anatomia di una caduta

Barbie

The Holdovers – Lezioni di vita

Killers of the Flower Moon

Maestro

Oppenheimer

Past Lives

Povere creature!

La zona di interesse

 

Miglior regista

Justine Triet, Anatomia di una caduta

Martin Scorsese, Killers of the Flower Moon

Christopher Nolan, Oppenheimer

Jonathan Glazer, La zona di interesse

Yorgos Lanthimos, Povere creature!

 

Miglior attore protagonista

Bradley Cooper – Maestro

Colman Domingo – Rustin

Paul Giamatti – The Holdovers – Lezioni di vita

Cillian Murphy – Oppenheimer

Jeffrey Wright – American Fiction

 

Miglior attrice protagonista

Annette Bening – Nyad – Oltre l’oceano

Lily Gladstone – Killers of the Flower Moon

Sandra Huller – Anatomia di una caduta

Carey Mulligan – Maestro

Emma Stone – Povere creature!

 

Miglior attore non protagonista

Sterling K. Brown – American Fiction

Robert De Niro – Killers of the Flower Moon

Robert Downey Jr. – Oppenheimer

Ryan Gosling – Barbie

Mark Ruffalo – Povere creature!

 

Miglior attrice non protagonista

Emily Blunt – Oppenheimer

Danielle Brooks – Il colore viola

America Ferrera – Barbie

Jodie Foster – Nyad – Oltre l’oceano

Da’Vine Joy Randolph – The Holdovers

 

Miglior sceneggiatura originale

Anatomia di una caduta (Justine Triet e Arthur Harari)

The Holdovers (David Hemingson)

Maestro (Bradley Cooper e Josh Singer)

May December (sceneggiatura di Samy Burch, storia di Samy Burch e Alex Mechanik)

Past Lives (Celine Song)

 

Miglior sceneggiatura non originale

American Fiction (Cord Jefferson)

Barbie (Noah Baumbach & Greta Gerwig)

Oppenheimer (Christopher Nolan)

Povere creature! (Tony McNamara)

La zona di interesse (Jonathan Glazer)

 

Miglior film internazionale

Io capitano (Italia)

La società della neve (Spagna)

La zona di interesse (Regno Unito)

Perfect Days (Giappone)

La sala professori (Germania)

 

Miglior film d’animazione

Elemental

Nimona

Robot Dreams

Spider-Man: Across the Spider-Verse

Il ragazzo e l’airone

 

Miglior montaggio

Anatomia di una caduta

The Holdovers

Oppenheimer

Povere creature!

Killers of the Flower Moon

 

Miglior scenografia

Barbie

Killers of the Flower Moon

Napoleon

Oppenheimer

Povere creature!

 

Miglior fotografia

El Conde (Edward Lachman)

Killers of the Flower Moon (Rodrigo Prieto)

Maestro (Matthew Libatique)

Oppenheimer (Hoyte van Hoytema)

Povere creature! (Robbie Ryan)

 

Migliori costumi

Barbie (Jacqueline Durran)

Killers of the Flower Moon (Jacqueline West)

Napoleon (David Crossman & Janty Yates)

Oppenheimer (Ellen Mirojnick)

Povere creature! (Holly Waddington)

 

Miglior trucco e acconciatura

Golda

Maestro

Oppenheimer

Povere creature!

La società della neve

 

Migliori effetti speciali

The Creator

Godzilla minus one

Guardiani della galassia Vol. 3

Napoleon

Mission Impossible – Dead Reckoning Parte 1

 

Miglior sonoro

The creator

Maestro

Oppenheimer

La zona d’interesse

Mission Impossible – Dead Reckoning Parte 1

 

Miglior colonna sonora originale

American Fiction (Laura Karpman)

Killers of the Flower Moon (Robbie Robertson)

Povere creature! (Jerskin Fendrix)

Oppenheimer (Ludwig Göransson)

Indiana Jones e il quadrante del destino (John Williams)

 

Miglior canzone originale

“The Fire Inside” (Flamin’ Hot)

“I’m Just Ken” (Barbie)

“It Never Went Away” (American Symphony)

“Wahzhazhe (A Song For My People)” (Killers of the Flower Moon)

“What Was I Made For?” (Barbie)

 

Miglior documentario

Bobi Wine: The People’s President

The Eternal Memory

Quattro figlie

To Kill a Tiger

20 Days in Mariupol

 

Miglior cortometraggio documentario

The ABCs of Book Banning

The Barber of Little Rock

Island in Between

The Last Repair Shop

Nǎi Nai & Wài Pó

 

Miglior cortometraggio

The After

Invincible

Red, White and Blue

The wonderful Story of Henry Sugar

Knight of Fortune

 

Miglior cortometraggio d’animazione

Letter to a Pig

Ninety-Five Senses

Our Uniform

Pachyderme

War is Over