Berlinale, il comitato consultivo attacca i direttori uscenti per “l’antisemitismo” della premiazione

L'appello da parte di molti dei premiati, compresi i registi di No Other Land, a favore di un cessate il fuoco a Gaza e le dichiarazioni pro-Palestina sul palco hanno scatenato una tempesta politica in Germania

Spaceman, ovvero dialogo di un cosmonauta vintage con un grosso ragno alieno sul senso della vita

L'uomo "più solo al mondo" in missione su un'astronave che sembra uscita da un ferramenta sovietico riflette sugli interrogativi dell'amore e dell'io (rischiando di alienarsi il favore degli aracnofobici): ecco il bizzarro science fiction movie esistenzialista con Adam Sandler, visto in anteprima planetaria alla Berlinale, ora su Netflix. E, sì, c'è anche Isabella Rossellini

  • Film

Il direttore artistico Carlo Chatrian difende i registi palestinesi e la libertà di parola della Berlinale

"La cerimonia di premiazione di sabato 24 febbraio è stata presa di mira in modo così violento che alcune persone vedono ora minacciata la loro vita. Questo è inaccettabile", ha dichiarato in un post sui social media

No Other Land: il regista ha ricevuto “minacce di morte” dopo aver chiesto il cessate il fuoco a Gaza alla Berlinale

Yuval Abraham è israeliano ma il suo discorso, pronunciato sul palco insieme al co-regista palestinese Basel Adra, dopo che il film ha vinto il premio per il miglior documentario, è stato definito "antisemita" dalla televisione di Israele

Alieni filosofici, dispositivi fallici, ippopotami parlanti, sorellanze ribelli e zero premi (all’Italia): ecco la Berlinale dall’A alla Zeta

Bilancio di fine festival: dalle (strane) decisioni della giuria ai trend fantascientifici, passando dalle scelte politiche sul palco al dibattito intorno al "superpotere" di Rocco Siffredi, le poltrone vuote con standing ovation per il film iraniano, l'omaggio (doveroso) a Edgar Reitz, la giusta prevalenza femminile, lo psyco-noir dei D'Innocenzo e la sacrosanta riscossa del documentario. Il dizionario di THR Roma

Ma com’è giusta e nobile questa Berlinale. Forse troppo (vedi alla voce giuria)

Gli Orsi di quest'anno sono tutti molto politici. Se è sicuramente prezioso che un grande festival cerchi di illuminare una critica articolata sullo stato disperante del mondo, non siamo esattamente certi che se ne esca con qualche idea in più di dove vada il cinema in questo scorcio di millennio. Delusione per l'Italia (premi zero), un contentino per il miglior film visto qui. Niente di male: quel che conta è la qualità e la varietà della selezione

Berlinale 2024: l’Orso d’oro per il miglior film va a Mati Diop per Dahomey, tutti i premiati

La miglior interpretazione è di Sebastian Stan per A Different Man, Emily Watson premiata per Small Things Like These. La regia assegnata a Nelson Carlos De Los Santos Arias per Pepe. Il Gran premio della giuria consegnato a A Traveler's Needs di Hong Sang-soo

Berlinale, From Hilde With Love: il coraggio, la resistenza e l’amore di una donna “normale” nella vita quotidiana del Terzo Reich

La storia (vera) di Hilde Coppi, che con il gruppo dell'"Orchestra rossa" lottò a Berlino contro il potere hitleriano e che, come tutti i suoi compagni, fu arrestata e condannata a morte. Il film di Andreas Dresen, in concorso, dialoga a distanza con La zona d'interesse di Jonathan Glazer: da due punti di vista speculari e opposti, una narrazione livida dell'aberrante "normalità" del nazismo. Protagonista una straordinaria Liv Lisa Fries

Berlino 74: Memories of a Burning Body e No Other Land vincono i premi del pubblico di Panorama

Il lungometraggio della regista costaricana Antonella Sudasassi Furniss ha ricevuto il riconoscimento come miglior film, mentre No Other Land, di un collettivo israelo-palestinese, si è aggiudicato quello per il miglior documentario

Berlinale 2024: da My Favourite Cake a Sex, i premi delle giurie indipendenti

Il film dei registi Maryam Moghadam e Behtash Sanaeeha - impossibilitati a raggiungere Berlino a causa del divieto del regime iraniano - ha vinto il premio della giuria ecumenica. A Brandt Andersen l'Amnesty International Film Prize per The Strangers’ Case

Berlinale. Da My Favourite Cake a The Devil’s Bath: quali sono i film in lizza per vincere l’Orso d’oro?

L'attrice di Black Panther Lupita Nyong'o presiede la giuria che quest'anno assegnerà i premi alla 74a kermesse del cinema berlinese. La cerimonia si svolgerà nel tardo pomeriggio di sabato 24 febbraio

Alla Berlinale l’epifania dannata di The Devil’s Bath: viaggio agli inferi di una donna, assassina per salvare l’anima (con la complicità di Dio)

Austria, 1750: ecco la (vera) storia della giovane Agnes, spinta progressivamente alla follia e ad un crimine orrendo dalla vita infame dei contadini, da una natura oscura e da una religiosità spietata. Basato sui resoconti del suo processo, il film di Veronika Franz e Severin Fiala ha illuminato il festival. Grazie soprattutto alla prova monumentale della protagonista, Anja Plaschg. I due registi: "La sua partecipazione è stata una benedizione"

Costanza Quatriglio alla Berlinale con Il cassetto segreto: la casa mondo, il tempo debito e il corpo della memoria

La regista a Berlino viaggia a ritroso nella storia del padre Giuseppe. “Riportare in vita le sue immagini e parole e metterle al centro di tutto è anche un atto politico”

  • Di THR ROMA

Supersex: fragilità, orgoglio e lacrime di Rocco Siffredi alla Berlinale. “Vado per il mondo a testa alta”

La pornostar si commuove quando parla della famiglia e dichiara con fierezza che la sua è una "vocazione", l'autrice Francesca Manieri parla di "atto mitopoietico", Alessandro Borghi - il protagonista - ammette: "Non c’è nulla di più faticoso che fare l’amore per finta”. Scene dalla presentazione della serie-evento di Netflix al festival di Berlino

Berlinale 2024, La Cocina: The Bear incontra Iñarritu in un dramma al curry che non piacerà a Trump

Nel suo nuovo film Alonso Ruizpalacios, in concorso, ha costruito una macchina virtuosa fuori dalla norma per raccontare di un ristorante newyorkese in cui si muove disordinatamente una varia umanità immigrata e non, tra relazioni tossiche, piatti infernali, mille lingue ed un ritmo frenetico che dice molto del nostro tempo

Ecco Gloria! di Margherita Vicario: quando la rivoluzione (dei suoni) è donna

Passato in concorso alla Berlinale, arriva in sala il sorprendente esordio della regista-cantante: un gruppo di musiciste-orfane in un istituto religioso dell'anno 1800 che compongono una musica completamente nuova. Praticamente pop. Oltre alle sonorità e agli strumenti (di liberazione), architrave del film sono i volti di Galatea Bellugi e Carlotta Gamba, mentre uno strepitoso Paolo Rossi si agita "nella parte oscura della vita"

Gloria!, il film di Margherita Vicario presentato a Berlino 74 già venduto in nove paesi

La pellicola, esordio alla regia della cantautrice romana e attualmente in concorso alla 74a edizione della Berlinale, è ambientata nella Venezia di fine Settecento in un collegio femminile. Nel cast Carlotta Gamba e Galatea Bellugi

  • Di THR ROMA

Finalmente la Berlinale s’inchina ad Edgar Reitz, il “signor Heimat” che ci ha insegnato che vita e cinema sono il crocevia della stessa passione

Con l'epopea di Heimat - una delle sfide cinematografiche più poderose di sempre - ha raccontato non solo un secolo di Germania, ma soprattutto la sua anima profonda, i suoi sogni, i suoi paradossi. Oggi il grande regista torna con lo struggente Filmstunde_23, di nuovo un viaggio nel tempo che ci porta per mano nelle straordinarie lezioni di settima arte che tenne nel 1968 ad una classe di tredicenni. Ed il festival lo celebra con la Berlinale Camera alla carriera

Scorsese alla Berlinale 74: “Sono grato di aver ricominciato spesso da capo nella mia vita”

Il regista di Killers of the Flower Moon è al festival per ricevere l'Orso d'Oro alla carriera. Risponde con ironia a domande di giornalisti e fan e ricorda Re per una notte come il primo film in cui si è sentito libero

Borgonzoni alla Berlinale: “Facciamo conoscere il nostro nuovo star system del cinema italiano”

Al Padiglione Italia del festival di Berlino è andato in scena l'evento Celebrating Connections, moderato dall'attore (tredicenne) Federico Ielapi. La sottosegretaria alla cultura: "Puntiamo ad una nuova riconoscibilità internazionale". Presenti anche Stefano Accorsi, Paolo Del Brocco e Chiara Sbarigia (Cinecittà)